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Nostalgia pungente.

Di aria salmastra e di danze trasparenti di meduse. Di occhi chiusi controluce. Del profumo inebriante di gelsomini e capperi e alghe bruciate, di ombre nette come disegni a puntasecca. Di fichi d’India spaccati nella terra rossa, di piedi scalzi … Continua a leggere

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Dell’Erranza

La cosa forse vi stupirà, ma non sono un viaggiatore: appartengo all’erranza. Mio padre, dato che aveva incontrato una bella sivigliana, si è fermato lungo la via dell’esilio, a Marsiglia. Sarei potuto nascere altrove, come i miei cugini, a Buenos … Continua a leggere

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…a me stessa troppo piaceva ridere quando non si può.

Cammini, a me somigliante, gli occhi puntando in basso. Io li ho abbassati – anche! Passante, fermati! Leggi – di ranuncoli e di papaveri colto un mazzetto – che io mi chiamavo Marina e quanti anni avevo. Non credere che … Continua a leggere

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Marina.

Avvolta dal cielo grigio e da fotografie di nebbie e nevi, all’improvviso mi assale quella nostalgia acuta che conosco: mi visita ogni anno a metà inverno, proprio nel tempo in cui sono nata, sotto le stesse piogge che ora battono … Continua a leggere

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Tornata.

Tornata. La valigia piena di colori e profumi: granite di gelsi, fichi, mandorle e brioche, fresco risveglio delle mattine di fronte al mare, fichi d’india arrampicati in impossibili intrecci sulle rocce di lava rossa e nera, giardini fioriti di gelsomini … Continua a leggere

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Mio vero Sii dolce con me. Sii gentile. E’ breve il tempo che resta. Poi saremo scie luminosissime. E quanta nostalgia avremo dell’umano. Come ora ne abbiamo dell’infinità. Ma non avremo le mani. Non potremo fare carezze con le mani. … Continua a leggere

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La Città

Hai detto: "Per altre terre andrò, per altro mare. Altra città, più amabile di questa, dove ogni mio sforzo è votato al fallimento, dove il mio cuore come un morto sta sepolto, ci sarà pure. Fino a quando patirò questa … Continua a leggere

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